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Economia · 27 Ottobre 2026

Bolla intelligenza artificiale: Musk avverte sui debiti, SpaceX punta sui chip Nvidia

Elon Musk prevede fallimenti e fusioni tra le aziende che affittano potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale. Le sue dichiarazioni hanno accompagnato nuovi ribassi di CoreWeave, Nebius e IREN nelle prime contrattazioni del 26 ottobre. Intanto SpaceX ha annunciato un finanziamento da circa 40 miliardi di dollari per acquistare chip Nvidia, ma alcuni dettagli dell’operazione restano da definire.

A cura di Economiain10secondi 08:26
Elon Musk davanti a server e chip Nvidia, illustrazione sul rischio bolla intelligenza artificiale.

L’allarme di Musk sulle società che finanziano l’IA a debito

Bolla intelligenza artificiale: l’allarme di Elon Musk riguarda soprattutto le aziende che si indebitano per costruire data center e acquistare chip. Secondo l’imprenditore, molte faticheranno a ottenere nuovi finanziamenti e il settore attraverserà una fase di fallimenti e fusioni.

Le dichiarazioni hanno accompagnato le vendite sui titoli delle società coinvolte. Nella rilevazione pubblicata da Reuters il 26 ottobre, CoreWeave perdeva l’1,6%, Nebius il 4% e IREN l’1,5%. Si tratta di variazioni registrate durante la giornata, non dei risultati alla chiusura delle contrattazioni.

Queste aziende appartengono al settore dei neocloud, operatori specializzati nella fornitura di potenza di calcolo per l’IA. Comprano processori, installano server e vendono ai clienti l’accesso alle proprie infrastrutture. Chi sviluppa un modello di intelligenza artificiale può così utilizzare i chip senza acquistarli direttamente.

Musk sostiene che il credito sia diventato difficile da ottenere per le società prive di ricavi consistenti al di fuori dei data center. Prevede una forte selezione tra oltre 200 operatori, ma la sua resta una previsione: non significa che tutte queste aziende siano insolventi. 

I costi arrivano prima degli incassi

Il punto più delicato è il tempo necessario per recuperare gli investimenti. Le aziende spendono subito per chip, edifici, impianti elettrici e sistemi di raffreddamento. Gli incassi dei clienti arrivano invece nel corso degli anni.

Il debito permette di anticipare queste spese, ma aggiunge interessi e scadenze da rispettare. Se i ricavi crescono meno del previsto, oppure il credito diventa più costoso, finanziare nuovi progetti diventa più difficile.

Anche la tecnologia pesa sui conti. I processori possono perdere valore quando arrivano modelli più potenti. Le aziende devono quindi recuperare il capitale investito mentre le apparecchiature invecchiano.

CoreWeave mostra le dimensioni di questa corsa agli investimenti. Secondo un’analisi di Reuters del 15 ottobre, il gruppo aveva circa 50 miliardi di dollari di debito, sulla base dei dati LSEG. Per il 2026 prevedeva investimenti tra 35 e 39 miliardi, mentre gli analisti stimavano ricavi vicini a 13 miliardi. Gli investimenti riguardano infrastrutture utilizzabili per più anni: il confronto con i ricavi annuali non misura, da solo, la capacità di rimborsare i prestiti. www.reuters.com

CoreWeave ha comunque dichiarato a Reuters di vedere ancora possibilità per finanziare la propria crescita. L’azienda ha richiamato, tra i suoi punti di forza, la tecnologia offerta ai clienti. 

SpaceX annuncia 40 miliardi per i chip Nvidia

Mentre avverte sui rischi dei concorrenti, Musk continua a investire nello stesso settore. Come riporta Forbes Italia, l’imprenditore ha annunciato un finanziamento da circa 40 miliardi di dollari per acquistare GPU Nvidia. Le consegne dei processori sono previste nella prima metà del 2027.

Lo stato dell’operazione richiede una precisazione. Musk l’ha descritta come conclusa, ma Bloomberg, citata da Forbes, riferisce che alcuni aspetti devono ancora essere definiti. Le prime ricostruzioni indicano 10 miliardi in prestiti bancari e 30 miliardi in obbligazioni: anche questa ripartizione non è confermata. 

I chip serviranno a sviluppare i modelli di intelligenza artificiale e ad affittare capacità di calcolo ad altre aziende. SpaceX è quindi un concorrente degli operatori sui quali Musk ha lanciato l’allarme.

Secondo Musk, SpaceX riesce a ottenere credito grazie al rating investment grade, che indica un rischio creditizio relativamente contenuto, e alle entrate di Starlink e dei lanci spaziali. La sua spiegazione è che queste attività offrano ai finanziatori maggiori garanzie rispetto a un’azienda dipendente soltanto dai data center. 

Bolla intelligenza artificiale: il nodo è la redditività degli investimenti

Le difficoltà dei singoli operatori non dimostrano che l’intero mercato dell’IA sia destinato a crollare. Il rischio è che alcune aziende abbiano investito troppo rispetto agli incassi che riusciranno a ottenere.

Nella filiera, inoltre, i ricavi arrivano in momenti diversi. Nvidia vende i processori necessari a costruire le infrastrutture. Chi li acquista deve poi utilizzarli abbastanza da coprire spese, interessi e capitale investito. Per questo produttori di chip e gestori di data center possono avere risultati diversi, pur lavorando nello stesso mercato.

È una distinzione utile anche per interpretare il calo delle azioni dei semiconduttori. La crescita dell’IA non elimina il rischio di pagare troppo un titolo o di finanziare progetti poco redditizi.

I prossimi bilanci permetteranno di confrontare gli incassi effettivi con gli investimenti e i debiti in scadenza. Per SpaceX resta invece da verificare la definizione del finanziamento annunciato: struttura, condizioni e tempi di erogazione dei 40 miliardi di dollari.

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