Economia · 9 Febbraio 2022
Il salario minimo supera i 1.500 euro in sei Paesi Ue: In Italia non esiste
Dal primo gennaio 2021, 21 dei 27 Stati membri Ue hanno un salario minimo nazionale. Esso consiste nella paga più bassa che, per legge, deve essere conferita ai lavoratori. Serve a tutelare chi, pur lavorando, si trova in condizioni di indigenza o…
Dal primo gennaio 2021, 21 dei 27 Stati membri Ue hanno un salario minimo nazionale.
Esso consiste nella paga più bassa che, per legge, deve essere conferita ai lavoratori.
Serve a tutelare chi, pur lavorando, si trova in condizioni di indigenza o è a rischio di povertà.
Quello dei cosiddetti "lavoratori poveri" è infatti un fenomeno rilevante e diffuso in molti paesi del continente europeo.
Al primo posto in Ue per quota di lavoratori poveri c'è la Romania, seguita da Spagna e Lussemburgo.
Al quarto posto l'Italia con l'11,8% di lavoratori che vivono in povertà.
Il salario minimo è correlato con la produttività del lavoro e con il reddito medio a ora lavorata.
L'introduzione dello strumento senza aumenti nella produttività farebbe chiudere varie imprese.
Istituendo il salario minimo ad un livello elevato rispetto alla produttività, le piccole e medie imprese, pur di evitare la chiusura, potrebbero essere portate ad offrire lavoro in nero, peggiorando la situazione.
David Card, premio nobel per l’economia, è riuscito a dimostrare che l’introduzione di un salario minimo non riduce l’occupazione.
Risulta necessario quindi fare un’attenta analisi costi-benefici sull’introduzione del salario minimo, vista la conformazione imprenditoriale dell’Italia fatta da piccole-medie imprese.
E tu sei favorevole all’introduzione del salario minimo?
Domich Guadda
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