Economia · 11 Febbraio 2022
Solo una donna su 6 sceglie una carriera universitaria in ambito scientifico
Il digital gender gap, ovvero la mancanza di equità sociale e professionale tra uomini e donne in ambito digitale, rappresenta uno dei maggiori ostacoli per una piena crescita economica Le donne in tutto il mondo hanno mediamente il 21% in meno di…
Il digital gender gap, ovvero la mancanza di equità sociale e professionale tra uomini e donne in ambito digitale, rappresenta uno dei maggiori ostacoli per una piena crescita economica
Le donne in tutto il mondo hanno mediamente il 21% in meno di possibilità di accedere ad una connessione internet rispetto agli uomini.
Su 32 Paesi a basso reddito, solamente un terzo delle donne riesce a connettersi al web.
Negli ultimi 10 anni i paesi a basso e medio reddito hanno perso circa 1000 miliardi a causa del divario di genere.
Entro il 2025 si stima che le perdite possano aumentare di altri 500 miliardi.
Le barriere principali sono:
- il divario salariale, quindi l'impossibilità di acquistare i dispositivi necessari.
- il divario educativo, ossia le disuguaglianze nell’accesso all’istruzione e alle competenze digitali.
Con il piano operativo per la strategia nazionale per le competenze digitali entro il 2025, l’Italia vuole raggiungere il 70% di popolazione con competenze digitali, quadruplicando le donne iscritte a materie scientifiche e passando dall’attuale 27% delle iscritte a 35%.
È proprio nell’ambito delle discipline STEM che il gender gap cresce maggiormente.
Di fatto solo 1 donna su 6 sceglie una carriera universitaria scientifica, matematica, ingegneristica e tecnologica.
Per pensare all’occupazione femminile del futuro, ci possiamo ispirare alla Bulgaria, che ha il più alto tasso di occupazione femminile nel settore dell’informatica dell’Unione Europea, circa il 28,8%.
Il settore del digitale è il vero traino per la ripresa.
Campagne come #ValoreD4STEM, mirano a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema cruciale della partecipazione delle donne al mondo STEM.
Secondo te, l’Italia cosa potrebbe fare per ridurre il digital gender gap?
Giulia Baccini
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