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Economia · 16 Ottobre 2026

Crollo azioni semiconduttori: Samsung e SK Hynix trascinano il settore

Il crollo delle azioni dei semiconduttori si è esteso dall’Asia all’Europa e agli Stati Uniti. Samsung e SK Hynix hanno guidato le perdite dopo i timori sulla concorrenza cinese, mentre negli Stati Uniti aumentano i dubbi sui costi degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il ribasso arriva però mentre TSMC e ASML continuano a registrare ricavi e utili molto forti.

A cura di Economiain10secondi 08:38
Crollo azioni semiconduttori con Samsung, SK Hynix, Nvidia e ASML in calo

Il crollo azioni semiconduttori si è esteso dall’Asia all’Europa e agli Stati Uniti. Il 15 ottobre il Kospi sudcoreano ha perso 7,57%. Samsung Electronics è scesa del 9,5% e SK Hynix dell’11,1%.

Durante la seduta il ribasso dell’indice ha superato il 9%, facendo scattare una sospensione degli scambi per 20 minuti.

Le vendite hanno colpito anche Europa e Stati Uniti. Il Philadelphia Semiconductor Index ha perso terreno per più sedute consecutive,

mentre il mercato ha iniziato a ridimensionare alcune delle valutazioni raggiunte dai titoli legati all’intelligenza artificiale. 

Reuters ha collegato il movimento soprattutto ai dubbi sulla redditività futura degli investimenti in AI e all’aumento del costo del capitale.

Perché stanno scendendo i semiconduttori

Uno dei fattori arriva dalla Cina.

Il produttore cinese CXMT sta facendo progressi nelle memorie DRAM e il mercato teme che una maggiore concorrenza possa ridurre i margini dei grandi produttori asiatici.

La pressione riguarda soprattutto Samsung, SK Hynix e Micron.

A questo si aggiunge il tema dei tassi. I dati sull’inflazione americana hanno riacceso le aspettative di una politica monetaria più restrittiva. Tassi più alti rendono più costoso finanziare data center e infrastrutture AI, che richiedono investimenti molto elevati.

Il problema non è quindi solo la domanda di chip.

Gli investitori stanno cercando di capire se i ritorni economici dell’intelligenza artificiale riusciranno a giustificare la quantità di capitale già investita.

Il 15 ottobre Reuters stimava che il sell-off dei semiconduttori americani avesse cancellato circa 1.640 miliardi di dollari di capitalizzazione in sei sedute.

I risultati delle aziende restano forti

Il crollo azioni semiconduttori arriva però mentre diversi produttori continuano a pubblicare numeri molto forti.

TSMC ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 763,1 miliardi di dollari taiwanesi, circa 23,6 miliardi di dollari, in crescita del 69% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Secondo Reuters, si tratta del sesto trimestre consecutivo con un utile record.

Anche ASML ha superato le attese. Nel terzo trimestre ha registrato 11,7 miliardi di euro di ricavi e 5 miliardi di utile netto. Nel comunicato sui risultati trimestrali, la società ha indicato ricavi complessivi tra 44 e 45 miliardi di euro nel 2026.

Questi dati spiegano perché il ribasso delle azioni non coincide, almeno per ora, con un crollo della domanda di semiconduttori.

Il mercato sta invece rivalutando i prezzi raggiunti dai titoli e il costo necessario per mantenere gli attuali livelli di investimento nell’AI.

Nelle prossime settimane l’attenzione resterà sui risultati delle grandi società tecnologiche americane e sulle loro spese per data center. Saranno questi numeri a indicare se la domanda di chip avanzati può continuare a crescere agli attuali ritmi.

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