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Economia · 14 Ottobre 2026

Il Regno Unito potrebbe tornare nell’Unione europea?

A dieci anni dal referendum sulla Brexit, nel Regno Unito si torna a discutere di un possibile riavvicinamento all’Unione europea. Per ora non esiste una nuova domanda di adesione, ma Londra e Bruxelles stanno lavorando per rendere più stretti i rapporti economici e politici. E l’ipotesi di un futuro ritorno nell’UE è tornata nel dibattito britannico.

A cura di Economiain10secondi 18:51
Regno Unito e Unione europea dopo la Brexit

Foto: padrinan / Wikimedia Commons – CC0

Perché il Regno Unito sta tornando a parlare di Europa

Il Regno Unito ha lasciato ufficialmente l’Unione europea il 31 gennaio 2020, dopo il referendum del 2016 in cui circa il 52% degli elettori aveva scelto la Brexit. A distanza di anni, però, il rapporto tra Londra e Bruxelles sta tornando al centro del dibattito politico britannico.

Il primo ministro Andy Burnham ha detto che il Paese dovrebbe valutare diverse possibilità per il futuro: mantenere l’attuale rapporto con l’UE, avvicinarsi al mercato unico, entrare nell’unione doganale oppure, in prospettiva, prendere in considerazione anche un ritorno nell’Unione europea. Per ora non esiste una domanda di adesione e Burnham non ha annunciato un nuovo referendum.

Un primo passaggio concreto arriverà il 20 novembre 2026, quando Regno Unito e Unione europea si incontreranno in un nuovo vertice. Tra i temi in discussione ci sono l’allineamento delle regole sui prodotti agroalimentari, un programma di mobilità per i giovani, il collegamento dei sistemi di scambio delle emissioni e una maggiore integrazione del mercato elettrico britannico con quello europeo. 

Quanto ha pesato la Brexit sull’economia britannica

Uno dei motivi del riavvicinamento è economico. Con la Brexit sono aumentate le barriere negli scambi con l’Unione europea: controlli doganali, documentazione e differenze nelle regole rendono più costoso commerciare con il continente.

L’Office for Budget Responsibility, l’organismo indipendente che analizza i conti pubblici britannici, continua a stimare che il nuovo rapporto commerciale con l’UE ridurrà nel lungo periodo la produttività potenziale del Regno Unito di circa il 4% rispetto allo scenario in cui il Paese fosse rimasto nell’Unione. 

La stessa OBR stima che nel lungo periodo il volume delle importazioni e delle esportazioni britanniche sarà circa il 15% più basso rispetto a quanto sarebbe stato senza la Brexit. Il dato non significa che il Regno Unito abbia perso direttamente il 15% del proprio commercio: è un confronto con lo scenario ipotetico in cui il Paese fosse rimasto nell’UE.

Nel frattempo è cambiata anche l’opinione pubblica. Un sondaggio YouGov pubblicato nel giugno 2026 indica che il 55% dei britannici sarebbe favorevole, in linea di principio, al ritorno nell’Unione europea. Il consenso scende però al 35% se il Regno Unito dovesse rinunciare alle vecchie deroghe di cui godeva prima della Brexit. 

Il Regno Unito potrebbe davvero rientrare nell’UE?

Sì, ma non potrebbe semplicemente cancellare la Brexit e tornare alla situazione precedente.

Londra dovrebbe presentare una nuova domanda di adesione e negoziare le condizioni con gli Stati membri. Prima dell’uscita il Regno Unito godeva infatti di diverse eccezioni: manteneva la sterlina, non partecipava a Schengen e aveva ottenuto altre deroghe rispetto alle politiche comuni europee.

Non è detto che queste condizioni verrebbero concesse di nuovo. Anche in Francia e Germania la maggioranza degli intervistati da YouGov si dice favorevole a un ritorno britannico nell’UE, ma gran parte degli intervistati vorrebbe che Londra partecipasse alle principali politiche comuni senza recuperare tutte le vecchie eccezioni.

Per ora, quindi, il Regno Unito non sta tornando nell’Unione europea. Il cambiamento riguarda soprattutto il rapporto politico con Bruxelles: Londra vuole ridurre alcune delle barriere create dalla Brexit e sta discutendo apertamente forme di integrazione che fino a pochi anni fa sembravano molto difficili da rimettere sul tavolo.

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